A sud di nessun Nord di Charles Bukowski

“Mi piacciono gli uomini disperati, gli uomini con i denti rotti e il cervello rotto, gli uomini che si sono rotti. Mi interessano. Sono pieni di sorprese e di esplosioni. Mi piacciono anche le donnacce, puttane ubriache con la bocca piena di bestemmie con le calze molli e la faccia stravolta dal mascara. Mi interessano  più pervertiti che i santi. Con i barboni riesco a rilassarmi perché sono anch’io un barbone. Non mi piacciono le leggi, la morale, le religioni, le regole. Non mi piace farmi plasmare dalla società. ” Questo è Bukowski, prendere o lasciare.

Le opere di Bukoswski sono intrisi dalla prima all’ultima parola della sua vita, per la maggior parte sono scritti autobiografici. Bisogna immergersi nella sua opera totalmente , quindi romanzi , racconti, poesie. Chinaski il suo alter ego è una costante nei suoi scritti, e attraverso di lui viviamo le “miserie umane che è anche la sua”.

Quello che più ammiro di Buk è la sua dialettica tanto accattivante e moderna, incisiva, crudele, vera. Anche se sai che quello che stai leggendo a volte è eccessivo, fuori da ogni ragione, continui a leggere perché la fluidità delle sue parole ti scorre nell’anima. E’ qualcosa che va provato. O lo ami o lo odi. Non c’è via di mezzo, non c’è ragione.

In questa raccolta, in gran parte a mio parere autobiografici, racconta uno spaccato della società americana moderna, che condivide ed esalta. Un inferno quotidiano fatto di eccessi, disillusioni, ferocia, satira e crudeltà. Sinceramente in questo libro non l’ho apprezzato particolarmente, racconti aridi, spezzati, monotoni e fine a se stessi. In molti tratti non sentivo la presenza di Buk, c’era una sorta di distacco , una mera descrizione dei fatti. Mentre in “Donne” ho percepito un’umanità vera, a volte perversa, odiosa e volgare, ma c’era. C’era l’uomo scrittore, c’erano i suoi pensieri, le sue angosce, ero partecipe della sua agonia, malinconia. Qui solo una serie di racconti che mi hanno lasciato indifferente. Nessuna compassione, nessuna introspezione.

Con questo non voglio denigrare l’intera opera di Bukowski, lungi da me farlo, perché ho letto fino ad ora solo due suoi libri. Mi hanno consigliato di leggere le sue poesie, e lo farò , adoro la sua scrittura irriverente. Però voglio essere sincera, non tutto quello che scrive è condivisibile, molto, troppo è legato indissolubilmente alle sue vicende personali e alle sue abitudini. Questa è la sua forza , questo è il suo fascino.

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2 pensieri su “A sud di nessun Nord di Charles Bukowski

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