La gatta sul tetto che scotta a Teatro

“La gatta sul tetto che scotta” lo annovero tra i miei film preferiti. E’ considerato un classico, grazie alle magistrali interpretazioni di Paul Newman ed Elizabeth Taylor. Lui dedito all’autodistruzione, lei innamorata e disposta a tutto per riavere l’uomo che ama.

In questi giorni la “Compagnia Gli Ipocriti” ha portato nella mia città lo spettacolo tratto dall’omonimo dramma teatrale di Tennessee Williams “La gatta sul tetto che scotta”, con la regia di Arturo Cirillo e per la prima volta sul palcoscenico di un teatro Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni, nel difficile compito di interpretare Maggie e Brick.

Non ho avuto la fortuna di assistere allo spettacolo, quindi, raccolgo e vi trasmetto le mie letture riguardo allo spettacolo e alle varie recensioni pubblicate. Ma andiamo con ordine.

La trama è ben nota. Assistiamo alla festa di compleanno del ricco magnate di un prospero impero, capo famiglia che non sa ancora di essere ammalato di cancro. Se uno dei suoi due figli mira all’eredità insieme alla moglie, perennemente incinta, il secondogenito, Brick, sembra disinteressarsi di tutto, tranne che della bottiglia di whisky, mentre la sua consorte Maggie è disperata perché non riesce a diventare madre.

La ragione alla base della depressione di Brick risale a qualche tempo addietro, quando lui ed il suo amico Skipper giocavano nella stessa squadra di football. Brick sposò Maggie, mentre Skipper divenne la sua ombra, adorato da Brick perché convinto che la squadra funzionasse solo grazie a lui. Brick è convinto che il suicidio di Skipper sia colpa di Maggie e della loro relazione. Maggie nega e in un crescendo di dialoghi le verità familiari emergono sempre più nitidamente. Skipper ci ha provato con Maggie solo per far sì che lei e Brick si lasciassero. Brick in questo modo non sarebbe più stato solo preso dal suo matrimonio e quando lui dimostrò di tenere più a Maggie che a lui, Skipper non poté far altro che suicidarsi.

La mia lettura riguardo allo spettacolo, ha portato ad una sconcertante scoperta, lo stravolgimento del significato o messaggio del dramma scritto da Tennessee, e voglio condividerla con voi. Ammetto di essere sempre stata all’oscuro dell’esistenza della tematica originaria del testo teatrale, dove Brick, un atleta, non riesce a desiderare la bellissima e focosa moglie perché non si è mai ripreso dalla morte per suicidio di un compagno di squadra, Skipper, di cui era innamorato, senza però sapere o accettare di essere omosessuale. Per non incappare nelle maglie del Codice Hays che proibiva anche la semplice menzione delle “perversioni sessuali”, fu soppressa la versione originaria del testo teatrale.

Questa riscrittura creò qualche incongruenza nella vicenda, che privata della motivazione centrale del dramma ha aspetti psicologicamente deboli nel film Brick è traumatizzato sia perché ha perso un compagno di squadra, le cui doti aveva idealizzato, sia perché gli è crollato un mito quando lo ha visto flirtare con la moglie. Del resto, nel film stesso Skipper emerge in realtà come atleta mediocre, che vive di luce riflessa di Brick, che lo trasfigura perché lo ama, e non il contrario.

Cirillo ha saputo mettere in luce l’incalzare dei dialoghi e delle rivelazioni, che sortiranno l’effetto di una vera tempesta. È, “La gatta sul tetto che scotta”, uno dei ritratti proverbiali di una famiglia anni Cinquanta che si sfalda per paranoie e asprezze.

Le critiche allo spettacolo teatrale non sono state tanto lusinghiere, in sintesi gli attori sono rimasti schiacciati dall’opera teatrale e troppo chiusi nei propri ruoli. Riporterò qualche stralcio preso qui e lì nel web. “Vittoria Puccini, con voce rauca tra attrice âgée e gatta fioca, ci si mette d’impegno per fare il meglio che può. Certo, per il suo debutto, non ha scelto un testo semplice: deve reggere la scena (quasi) da sola per tutto il primo atto. Impresa ardua, che l’attrice affronta correttamente. Ma è l’ombra di una tigre per una timida micetta sul palco che scotta quando irrompono gli altri della compagnia. Il livello si alza, si parifica, e lei rimane sotto, parzialmente schiacciata. Insomma, la Puccini non è abbastanza Maggie, Marchioni non è abbastanza Brick. Gli altri fanno solo il proprio mestiere d’attori.”

la gatta3

Ormai è radicato nell’immaginario collettivo l’indimenticabile versione cinematografica del 1958 con Elizabeth Taylor e Paul Newman – e il paragone con il film è quasi inevitabile.

In conclusione, voglio ricordare a tutti di sostenere il Teatro. Andate, andiamo a Teatro, e come diceva Claudio Abbado“La cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti”.

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...