La luce sugli oceani di M.L.Stedman

Cosa è giusto e cosa è sbagliato? Fin dove può spingersi il desiderio di maternità? C’è un punto in cui amore e colpa si incontrano?

Vi consiglio questo libro per cogliere una visione diversa di un sentimento, quello materno, per carpirne tutte le sfumature, porsi delle domande, e vivere una storia in prima persona, perché siamo in presenza di uno sguardo inedito sulla maternità e sul desiderio di avere un figlio.

Questo è il romanzo di una madre, di un padre e di una figlia segreta. “La luce sugli oceani” metterà alla prova la vostra capacità di discernimento tra cosa è giusto e cosa è sbagliato; decidere tra l’amore di due madri risulterà una delle vostre scelte più difficili. Si può non amare il modo in cui Isabel si prende cura della piccola Lucy? Si può, forse, negare tutto l’amore donato alla piccola da un padre e una madre affettuosissimi e attenti a tutte le sue necessità?  Si può togliere una bambina ad una donna impossibilitata a diventare madre? Ma d’altra parte, si possono negare i diritti della madre biologica? Si può impedire a questa donna di svolgere il proprio compito di madre? Tante sono le questioni, i dubbi che incontrerete durante questo particolare ed intensissimo romanzo. I protagonisti entreranno, prepotentemente, nei vostri pensieri; vi porrete delle domande, prenderete e patteggerete ora per una ora per l’altra. Pochi libri riescono a smuovere le coscienze di ognuno di noi in questo maniera. Ognuno proverà a suo modo a rispondere a questi quesiti in base alle proprie esperienze personali, in base ai propri ricordi di bambino, in base all’amore dato e ricevuto. Chi si può ergere a giudice di tutto questo amore negato? Sicuramente sarà Tom, padre amorevole e figura centrale, assillato dai dubbi, provato dalla guerra e dalla sofferenza, sarà capace con la sua saggezza e il rispetto per l’umanità ad emergere in questa storia. Perché a tutto c’è un limite, e ciò che è giusto, va fatto, la verità libererà tutti loro, perché nessuno mai cancellerà tutto l’amore donato e ricevuto, continuerà ad illuminare le loro notti buie.

Un libro che sento dal cuore di consigliarvi, per la trama, per la particolare scelta dei luoghi descritti, per la dolcezza della narrazione, fluida e toccante, per la sensibilità dei protagonisti e perché “Non c’è modo di difendersi dall’amore per un figlio”.

Trama

Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l’alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo. Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdere lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull’isola remota e aspra, abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani, rompe d’improvviso la quiete dell’alba. Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata tra gli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto. Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l’oceano le potesse fare. E’ la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà solo che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa di attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea ombre. E quell’ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro. Perché sulla terraferma, tra la civiltà, c’è una donna che spera ancora. Una donna disperata, ma tenace. Una donna che non si è mai arresa. E cerca la sua bambina.

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