Recensione: Tutto ciò che sappiamo di noi due di Colleen Hoover

Trama

La poesia ha insegnato a Will e Layken ad amarsi, per stare insieme hanno dovuto superare ostacoli che sembravano insormontabili, hanno dimostrato al mondo che quando si è uniti si può affrontare ogni difficoltà e riemergere più forti e determinati di prima. La vita li ha messi di fronte a enormi responsabilità: sono giovanissimi, ma devono prendersi cura dei fratellini, cercando allo stesso tempo di ritagliarsi un piccolo spazio dedicato soltanto a loro due. Ma un giorno, all’improvviso, il passato di Will torna a bussare alla porta, e lui, per non turbare il difficile idillio con Layken, decide di tenerla all’oscuro di tutto. Ma lei lo scoprirà lo stesso, e sarà costretta a chiedersi su cosa si fonda davvero il loro rapporto, arrivando addirittura a mettere in dubbio la sincerità dei sentimenti di Will. La loro storia è a rischio, devono decidere se lottare per un futuro insieme o se rassegnarsi a stare lontani. Fin dove sarà disposto a spingersi Will per dimostrare a Layken che il suo amore durerà per sempre? La sua risposta cambierà non solo la loro vita, ma quella di tutte le persone che li circondano.

Non amo le minestre riscaldate!

In tutta sincerità ho amato tantissimo “Tutto ciò che sappiamo dell’amore” pubblicato nel 2013, questo romanzo intitolato “Tutto ciò che sappiamo di noi due”, è il sequel. E’ un libro decisamente tiepido, trama a tratti scontata e protagonisti sotto tono. La Hoover è a mio parere una talentuosa scrittrice di questo genere new adult, e lo si vede dall’enorme successo che ha avuto e continua ad avere, ma qui decisamente non mi è piaciuta. Conoscevo già i personaggi e questo ha smorzato gran parte del mio entusiasmo, la trama l’ho trovata molto prevedibile, stesso schema, stesse emozioni, solo che questa volta già sapevo dove voleva andare a parare. Non sono esattamente una fan delle serie e dei sequel, una storia, per me, quando ha raggiunto il suo apice e ci ha regalato bellissimi momenti da ricordare deve per l’ordine naturale delle cose finire. Lake e Will li ho sentiti veri nel primo libro, ho creduto in loro, volevo che avessero una possibilità, e sono stata felice quando sono riusciti a coronare il loro sogno. Nel sequel sono stati messi alla prova i loro sentimenti, il perché della loro scelta di stare insieme e condividere un enorme responsabilità come quella di crescere i propri fratellini rimasti orfani. Si sono chiesti cosa li accomunasse oltre le stesse esperienze dolorose, erano veramente innamorati l’una dell’altro? Il loro amore è basato su una perfetta sintonia, complicità e attrazione, ma basteranno? Se lo chiedono tra malintesi, innocenti bugie e bellissime poesie. Le poesie sono lo specchio dei loro sentimenti e la Hoover ha saputo sfruttare anche nel sequel questo bellissimo elemento che ci trasporta nella loro commovente storia d’amore. Dopo tutto il dolore, sono riusciti a crescere, maturare e lo comprendiamo dalla voce narrante che in questo libro è quella di Will, che qui è consapevole più che mai dei suoi sentimenti e lotta per la sua famiglia “allargata”, tutti compresi, nessuno escluso perché la famiglia è un concetto che comprende l’amore in tutte le sue forme. Si percepisce tutta la sua insicurezza e la sofferenza che lo attanaglia sui dubbi che affliggono Lake, e tutto per uno stupido equivoco. Eppure Will l’ho amato di più nel primo libro, con tutte le sue insicurezze! In conclusione il libro nell’insieme non è male, non strabiliante, lo consiglio solo a chi ama i sequel.

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