Recensione : Una verità incompleta di Luigi Alessandro Spina

Fino a che punto ci si può spingere per un ideale di giustizia?

Trama

In un appartamento del quartiere Garbatella vivono Andrea, cinico e idealista, Michele, placido e sognatore, e la loro coinquilina Anna. Giovani senza un futuro, sospesi nel tempo tra disoccupazione e lavoro precario, si scontrano con persone insignificanti, disumane, insensibili, indifferenti. Nello sfondo della città di Roma Andrea e Michele vendicano torti, osservano e contrastano l’insolenza e la superficialità, rendendosi protagonisti di particolari azioni nei confronti di soggetti accuratamente individuati. Fino a quando l’incontro con l’anziano e insolente padrone di casa sovverte l’ordine, frantuma certezze e conduce la vita dei tre coinquilini verso lidi ancora più incerti e oscuri. La storia si sviluppa tra un passato sotto forma di flashback e un presente in cui un commissario di polizia ascolta i protagonisti, li esamina in situazioni e momenti differenti, traghettando il racconto verso un epilogo inaspettato svelando la verità incompleta dell’enigmatica vicenda.

Un libro intrigante, ben strutturato, i flashback e il colpo di scena finale mi hanno convinta. Scrittura molto curata, raffinata. Un noir all’italiana, non invadente, da compagnia.

L’originalità della storia mi ha attratto, l’autore ha saputo amalgamare problematiche attualissime con le vicende narrate, senza falsi moralismi. Ha saputo cogliere tutto il disagio dei giovani in cerca di una propria identità lavorativa e sociale, sempre in balia di lavori precari e di avidi datori di lavoro. Molti sentono di non avere un futuro e questo li spinge a desiderare una società alla cui base ci sia il rispetto e la correttezza. La storia di Andrea e Michele viaggia lungo i binari di un’idea di equilibrio tra pensieri positivi e negativi. Ma qualcuno sconvolge questo equilibrio.

“La base del nostro pensiero fondava sull’equilibrio di sentimenti positivi e negativi all’interno di ciascuno di noi. Il problema era l’emergere dei sentimenti negative e non percepirlo”.

Raggiungere questa meta sembra l’unico modo per scuotere le coscienze, per tentare un cambiamento. Mettono in atto una serie di azioni volti solo a svegliare la società dal torpore e dalla omologazione. I loro ideali sembrano giustificabili e sostenibili, ma non hanno fatto i conti con la frustrazione di fronte a circostanze impreviste e instabili. La consapevolezza della perdita del loro nobile intento, li spinge a modificare, plasmare la propria verità per essere certi di stare dalla parte giusta.

Consiglio questo libro perchè non è banale, i personaggi non sono scontati e la realtà descritta appartiene un po’ a tutti noi. Andrea e Michele sono lo specchio del malessere dei giovani, in questo caso non inermi di fronte alle ingiustizie, ma protagonisti di un cambiamento. Anche se il fine è nobile e gli intenti giusti, la natura umana ha sempre l’ultima parola. Sarà lei la vera protagonista di questo libro.

 

 

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