Recensione : Aspettando Bojangles di Olivier Bourdeaut

“Aspettando Bojangles” : un’incantevole follia d’amore.

“… lei faceva sempre finta d’ignorare la realtà, ma lo faceva in modo adorabile…                    – Andiamo a sposarci subito, se no poi ce ne dimentichiamo! – aveva esclamato… Ci eravamo sposati, senza testimoni, senza prete, formulando preghiere inventate. Avevamo cantato di fronte all’altare… E sulla scalinata esterna avevamo ballato sulla melodia che usciva dalla radio… un bel pezzo di Nina Simone, un brano che ascoltiamo ancora, a ogni ora del giorno e della notte.” 

Un amore che si fa beffa delle convenzioni e delle regole. Va oltre per raggiungere l’essenza che è celata in ognuno di noi.

“Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene.”

Raccontato in prima persona dal figlio, diventa protagonista e spettatore di questa indimenticabile storia d’amore.

Un padre, che fin dal loro primo incontro, accetta tutte le stranezze della giovane moglie. Follemente innamorato asseconda la gioia e l’euforia della loro quotidianità, partecipa a ogni sua iniziativa e spalleggia ogni suo pensiero, rendendo di fatto la sua famiglia alquanto bizzarra.

“…quella relazione sarebbe andata avanti a tentoni verso improbabili approdi. Stavo per mollare vigliaccamente… davanti a quel futuro fatto di confusione… io avevo avuto paura. 
Ma poi, sulle note di un brano jazz… mi aveva tirato a sé con forza… e ci eravamo ritrovati guancia a guancia. A quel punto mi ero reso conto che mi stavo ancora ponendo domande in merito a un problema che, ahimè, era già superato… Che mi ero lanciato nella nebbia senza nemmeno rendermene conto, senza sirene, senza segnali di sorta. “

Traspira da ogni passaggio la gioia di vivere una vita fino in fondo, senza limitazioni di sorta. Solo amore e libertà, libertà di essere se stessi.

“Datemi il nome che preferite, ma vi prego, fatemi divertire, fatemi ridere, qui le persone profumano tutte di noia e scocciature!” 

Li ho amati fin da subito. Li ho invidiati per la loro capacità di darsi senza riserve.

E nonostante il precario equilibrio psichico della madre, i genitori crescono il figlio in un clima di assoluta spensieratezza. La figura del padre è il perno su cui tutto ruota, una figura centrale, lui l’uomo, padre, compagno che troverà la forza per tutti loro, che renderà i sogni reali, perchè nulla ha senso senza l’amore della sua vita. L’ho trovato un personaggio molto struggente, ma nello stesso tempo delicato. Padre generoso e uomo fantastico, in grado di tenere insieme una famiglia con i suoi problemi, le sue gioie e le sue pene, e renderla piena d’amore.

E quando la realtà si presenterà alla loro porta, quella quotidianità che hanno sempre cercato di ignorare, sarà sempre lui, con il sorriso sulle labbra, ad accompagnare il figlio durante questa dolorosa esperienza familiare.

“… i suoi occhi verdi e deliranti nascondevano remote fratture dell’anima… in apparenza disinvolta e luminosa, doveva aver visto la sua vita passata offesa e calpestata… ballava in quel modo folle, semplicemente per dimenticare i tormenti. “

La fragilità emotiva della moglie, emergerà prepotentemente e si rivelerà fatale per il suo stato psichico. Nulla sarà come prima, non ci saranno più feste al chiaro di luna, niente più follie, niente più risate e cosa più importante niente più balli insieme sulle note struggenti di Mister Bojangles, cantata da Nina Simone.

“Sul cassettone del salotto… si trovava un bel giradischi antico sul quale era posato sempre lo stesso vinile di Nina Simone, e la stessa canzone: Mister Bojangles. Era l’unico disco che aveva diritto di girare su quell’apparecchio…Quella musica… era gaia e triste allo stesso tempo… Durava a lungo, eppure finiva sempre troppo presto… bisognava sollevare il braccio del giradischi e posare di nuovo la puntina di diamante sul bordo. Sí, solo un diamante poteva essere in grado di produrre una musica simile.”

Un libro non facile da leggere, probabilmente neanche facile da scrivere, perché tante sono le emozioni in gioco. Emerge un dolore che supera barriere dell’anima, uno strazio che emoziona, un amore profondo, inimmaginabile, eterno per un compagno di vita.

Spettatore di questa vita, il figlio, che comprende a suo modo le loro scelte, senza tristezza e senza falsi moralismi, serbando un dolce ricordo di loro e della loro strana famiglia.

Un libro che consiglio perché vi arricchirà, vi renderà migliori. Sicuramente non una lettura scontata. Originale nella trama e dalla prosa morbida ed avvolgente. Un libro che entrerà tra i libri del cuore, nel mio ci è già entrato.

“…quella follia apparteneva anche a lui, e poteva esistere solo se a viverla erano in due.”

Trama – scheda dell’editore

Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest’abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou…
Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou… la madre.
Di lei, suo marito dice che dà del tu alle stelle, ma in realtà dà del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento. 
Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo.
Per il resto del tempo si entusiasma e si estasia per ogni cosa, trovando incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo. E non tratta il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento.
Di una sola cosa non vuole sentire parlare: delle tristezze e degli inganni della vita; perciò ripete come un mantra ai suoi: «Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene».
La realtà, però, è a volte molto banale e triste, così scioccamente triste che occorre più di una prodigiosa arte del mentire per continuare a gioire del mondo.
Romanzo-rivelazione della recente stagione letteraria francese, accolto da uno strepitoso successo di pubblico e di critica in Francia, Aspettando Bojangles ha segnato il sontuoso esordio di Olivier Bourdeaut, uno scrittore «dalla disperata levità di un Fitzgerald» (Les Inrockuptibles).

Edito da Neri Pozza

ISBN 978-88545-1243-6
Pagine 144
Euro 15,00

03-07-19H-Olivier-Bourdeaut-©Stéphanie-Billarant 1

Biografia

Olivier Bourdeaut è nato nel 1980 in una casa affacciata sull’Oceano atlantico, rigorosamente priva di televisore. Ha potuto così leggere e fantasticare molto. Prima di scrivere Aspettando Bojangles è stato un disastroso agente immobiliare, factotum in una casa editrice di libri scolastici, raccoglitore di fior di sale di Guèrande a Croisic.

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