Recensione : Il matrimonio degli opposti di Alice Hoffman

Ringrazio la Neri Pozza per avermi dato la possibilità di conoscere l’autrice Alice Hoffman e il suo romanzo, “Il matrimonio degli opposti”.

Un libro…

Semplicemente sublime.

Lo annovero tra i libri più belli che io abbia mai letto.

Di una bellezza disarmante.

Coinvolgente, interessante, mai noioso.

Prosa semplice e scorrevole.

Trama intensa, invitante.

Lo consiglio a chiunque voglia cimentarsi con la difficile arte della scrittura.

Un libro da prendere come esempio, per la sua capacità di creare atmosfere che ti catturano e  ti travolgono, che ti spingono a proseguire la lettura.

Romanzo completo sotto tutti i punti di vista, principalmente  per la presenza di una storia importante, la vita e le origini della famiglia del famoso esponente dell’impressionismo  Camille Pizzarro.

La lettura è animata da emozioni vere, palpabili, rese protagoniste con dignità, senza enfasi, grazie a personaggi di spessore che non nascondono le loro fragilità e le loro paure. La scrittura piena, ricca di significato, si prende tutto il tempo necessario per rendere ogni passaggio più intenso, attraverso una scrittura fluida e piena di colori, rendendo quest’opera unica ed indimenticabile.

I protagonisti sognano un’ideale di libertà intellettuale e morale, una libertà lontano dalle costrizioni del tempo, lontano dagli usi e costumi di un’isola divenuta troppo stretta per coloro che sognano un futuro diverso, nella lontana Parigi.

“Fin dall’inizio volevo la libertà… avrei preferito… girovagare sul porto, spingermi fino alla spiaggia per studiare le onde, la sabbia, gli uccelli, la luce.
Era quella la mia biblioteca : il panorama che mi circondava, luminoso e bianco per il caldo, o nero e stellato. 
Mi piaceva stare con le persone comuni… soprattutto sulle banchine, dove c’era turbinio di colori e scaturiva una corrente d’eccitazione ogni volta che arrivava una nave, perché era quello il sistema con cui il mondo giungeva fino a noi a risvegliarci con le notizie, gli avvenimenti, la gente. “

Camille Pizzarro, un’anima in pena, in conflitto con se stesso e con la propria famiglia, agogna un’altra vita, un’altra città dove tutto è possibile, dove i sogni si realizzano, dove può finalmente sentirsi libero di esprimere la sua arte.

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Rachel Pomiè, donna, madre, è la vera protagonista del libro.

Ho ammirato questa donna da subito, per la sua intelligenza, per il suo spirito ribelle, per la sua curiosità, per il suo forte senso del dovere e per il suo spirito di sacrificio. Una donna che davanti alle avversità non si è mai tirata indietro, che ha avuto il coraggio di lottare per quello in cui credeva, che ha vissuto la sua passione fino in fondo, pagando a caro prezzo le sue scelte, ma restando sempre fedele a se stessa.

“Ciò che ti distrugge ti salva” mi aveva detto. 
Finalmente sapevo cosa aveva voluto dire. 
Il mio amore per Frédéric sarebbe stata la mia rovina, eppure non avrei potuto fare altrimenti.

Un esempio di madre, votata al sacrificio, ma anche all’amore incondizionato per i suoi figli e per suo marito, che tutto è e che tutto rappresenta.

“Il loro amore restava per me un mistero, eppure faceva parte della nostra vita, una porta che chiudeva fuori il resto di noi, un posto in cui abitavano loro due soli.”

“Piansi… Dovevo lasciare che fosse se stesso… Non potevo schiacciarlo con il peso del mio amore…”

Ha amato Camille disperatamente, questo figlio così simile a lei, ma anche così lontano da lei. Hanno vissuto fino alla fine un rapporto contrastante, ma nonostante le tensioni, lei lo ha sempre sostenuto moralmente ed economicamente.

“… capii che io e lei eravamo simili : agnostici circondati da credenti. Reietti su un’isola dove non eravamo uguali, per via del suo colore e del sesso. Mi si strinse la gola alla consapevolezza di quel legame e di aver capito qualcosa del mondo che avrei conservato per il resto della mia vita… 
Quello era stato il mio primo momento di vero amore : capire ed essere capito da qualcuno. 
Quando sorrideva il mondo diventava qualcosa di nuovo… 
Desideravo più di ogni altra cosa… vedere quello che avevo davanti, ma vedere anche cosa c’era sotto carne e ossa, cuore e nocciolo, foglia e gambo…. Volevo vedere. ”

La struttura del libro e il ritmo della narrazione mi ricordano molto il realismo magico degli autori sudamericani. Difficile descrivere quell’alone che tutto avvolge, tra realtà e magia, dove le sensazioni sono amplificate, ma allo stesso tempo surreali e paradossali. In un perenne stato onirico, dove regna il mistero e l’irrealtà.

Da non dimenticare i tanti personaggi che hanno arricchito la storia con la loro voce, insieme ai colori di un‘isola che è stata la culla e la dannazione per l’intera famiglia. Quell’isola raffigurata, amata e odiata, causa ed effetto delle scelte di tutti e resa eterna nei quadri di Camille.

“… sull’isola esistevano le regole su come le cose avrebbero dovuto essere, però poi c’era la realtà più profonda di com’erano davvero.”

Numerosi sono stati i passaggi che mi hanno colpito per l’intensità delle emozioni, specie quelle dedicate all’amore tra Rachel e Frèdèric.

“Frédéric riusciva a vedere solo la donna che aveva davanti. Il resto svaniva, si confondeva indistinto oltre la sua visuale. Avrebbe per sempre rievocato il profumo di melassa che saliva dal negozio ripensando a quel giorno, al mattino in cui si era innamorato di una donna che aveva sette figli. “

“Rachel gli sfiorò una mano con la propria nel passargli il piatto. Non fu nulla, appena un tocco, eppure la sua carne bruciò…Poi la vide… che si versava acqua fredda sulle mani e allora, di colpo, seppe che provava lo stesso anche lei…
Dormivano tutti. Nessuno sembrava far parte di quel mondo… L’aria era pesante, incantata, e le rane emettevano un canto basso e assillante.”

“L’attirò a sé… nell’androne buio, e lì la baciò… così ardente quel bacio che quasi non le riusciva di prendere fiato…Finalmente lo sapeva, dopo tutti quegli anni ad aspettare un’altra vita, ad ascoltare la pioggia : ecco com’era l’amore. Non lo fermò ma precipitò piuttosto in lui… “

“Si tenevano avvinghiati, 
sognando la pioggia.”

“Era avviluppata in un desiderio indefinibile e incolpava lui per la forza di quei sentimenti. La presenza di Frédéric era come un sortilegio, il suo nome un incantesimo… Tutto quello che faceva assumeva un tocco di intimità…il modo in cui la guardava… Adelle le aveva detto che il suo destino la aspettava, e che l’avrebbe riconosciuto quando le si fosse presentato. “

Ho desiderato che il libro non finisse mai, ho amato questo libro, l’ho reso mio.

Una storia che mi è rimasta dentro, che mi ha insegnato molto, e che mi ha dato tanto.

Una bellissima esperienza di lettura che consiglio, ve lo dice un’amica!

Trama – Scheda dell’editore

Isola di St Thomas, 1807. Rachel Pomié ha tutto per essere felice. Ha un padre che ogni sera, rientrato dalle sue navi che esportano zucchero, rum e melassa, le legge le fiabe di Perrault e un’amica del cuore, Jestine, figlia creola della cuoca di famiglia, che la segue ovunque in totale adorazione. Vive, poi, su un’isola definita da Cristoforo Colombo un «Paradiso in terra» per le sue spiagge candide e le sue acque turchesi. Quando, tuttavia, cala la notte e sotto le coperte chiude gli occhi, Rachel sogna di sgusciare via da quell’esistenza e di fuggire a Parigi.

Di Parigi sa tutto. Dalle mappe dei cartografi sa come si snodano i viali delle Tuileries, le banchine della Senna e le vie principali. Dai racconti di suo padre sa che da quella grande città vengono i suoi antenati, dopo aver peregrinato in Spagna e Portogallo, alla ricerca di una terra dove professare l’ebraismo senza essere umiliati, offesi o, persino, uccisi.

Il suo sogno, però, di aggirarsi per le strade della capitale francese, vestita magari come una delle ragazze sbirciate di nascosto sul Journal des dames et des modes della madre, svanisce miseramente il giorno in cui finisce in sposa all’anziano commerciante Isaac Petit. La vita coniugale con monsieur Petit, un vedovo di trent’anni più vecchio di lei, si rivela piena di sacrifici, lutti e delusioni.

Una mattina, appena arrivato da Parigi, compare al suo cospetto il nipote di Petit, Frédéric Pizzarro, un bel giovane coi capelli scuri, il portamento elegante e un francese parigino così nitido da sembrare un altro idioma rispetto al francese creolo dell’isola. Rachel, che ha la lingua più tagliente di tutta St Thomas, non riesce a spiccicare parola, quasi consapevole della fatalità di quell’incontro.

Frédéric Pizzarro sarà, infatti, l’uomo della sua vita, e dal loro amore nascerà Camille, un ragazzino curioso e vivace che andrà a Parigi, si diplomerà all‘École des Beaux-Arts, stringerà amicizia con Paul Cézanne e diventerà Camille Pissarro, uno dei più grandi pittori dell’Ottocento.

«Splendido racconto alla maniera di Gabriel García Márquez» (O, The Oprah Magazine), Il matrimonio degli opposti è un romanzo struggente che intreccia ricostruzioni storiche, capolavori dell’arte e una magnifica storia d’amore.

L’isola tropicale di St Thomas e il frutto di un amore proibito: la nascita di Camille Pissarro, il padre dell’Impressionismo.

«Una storia incantevole che parla di sacrifici, tradimenti e tragedie familiari, in un mondo diviso dalla religione, dalle divisioni di classe e di razza, e riscattato dall’arte e dall’amore».

Booklist

«Chi legge questa storia non la dimenticherà».

 

Titolo        Il matrimonio degli opposti

Autore      Hoffman Alice

Prezzo      € 15,30

Dati           2016, 425 p., brossura

Editore     Neri Pozza  (collana I narratori delle tavole)

Disponibile in eBook

 

 

 

 

 

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