Recensione : L’imperfetta di Carmela Scotti

Pareri contrastanti mi attanagliano. “L’imperfetta” di Carmela Scotti non è un libro che lascia indifferenti, ma nello stesso tempo mi ha angustiato, mi ha lasciato l’amaro in bocca.

La storia di Catena è molto affine a quella di tante donne di oggi che subiscono soprusi, e violenze dagli uomini.

La protagonista, una giovane ragazza, si ritrova ben presto orfana e in balìa di un perfido patrigno, che abuserà del suo corpo e della sua anima. Costretta a prendere in mano il suo destino e decidere per esso, commetterà il più tragico degli omicidi, e per questo verrà condannata prima ad una vita di stenti e violenze, poi confinata in una prigione in attesa dell’esecuzione. Sola e senza nessun sostegno morale, non le resterà altro che rifugiarsi nei ricordi, tutti legati indissolubilmente alla figura paterna, uomo gentile e amorevole. E attraverso i suoi insegnamenti, la sua voce e i suoi libri proverà a trarre la “bellezza” in un mondo oscuro e brutale.

“Nel momento in cui chiuse gli occhi, io, sua figlia Catena, dissi ‘padre’ per l’ultima volta, perché la parola moriva con lui. Prima, quando mio padre viveva, tutto iniziava, accadeva e finiva. Dopo è stato solo un precipizio, un tempo spaccato, come il fuoco d’artificio nella notte, in mille pezzi e poi più niente.”

Le parole del padre l’accompagneranno, la sosterranno lì dove non c’è neanche una ragione per continuare a vivere. Inafferrabile, evanescente, ma più vivo che mai, tutto ruoterà intorno alla sua figura. La ragazza riuscirà a sopravvivere grazie a lui. Cercato disperatamente tra le foglie dei boschi, negli occhi di un bambino, tra le spire del vento; figura emblematica, onnipresente è sempre invocato da Catena come l’unico uomo che l’abbia mai veramente amata.

Toccante, poetico, una narrazione delicata, gentile, accompagna il lettore nel romanzo d’esordio di questa giovane scrittrice siciliana. La Palermo di fine ‘800 di una Sicilia legata a tradizioni antichissime, a credenze popolari radicate nel substrato culturale di una società ignorante, condizionata da dicerie e magia nera. Quindi non è difficile immaginare la facilità con cui una giovane ragazza, in grado di curare anche la peste con le sue erbe “magiche”, sia facilmente indicata come una strega, una “mavara”.

“Mavara”, dicono, strega, ma io non vedo le loro bocche. La parola si rompe e rimbalza, cade come pioggia, muore sulla terra. Per non sentirle, tengo gli occhi chiusi più che posso. Li apro solo di notte, quando nel buio posso inventare storie, e riportare in vita tutto quello che mi manca.”

Qui la bravura della Scotti a descriverci la società di allora, le paure, il credo, la brutalità delle carceri femminili dell’epoca, e di come fosse facile allora condannare povere donne per crimini inesistenti o commessi per legittima difesa, e indicate come portatrici del male, perfino della peste bubbonica.

Passato e presente si alternano in un gioco di passaggi molto toccanti, la narrazione scorre attraverso le frasi tratti dai libri del padre e custoditi da Catena come il tesoro più prezioso; e tra l’immensità dell’universo, la conoscenza delle erbe mediche, i racconti, e le favole del passato, Catena riuscirà a ritrovare la Speranza, e malgrado invochi la morte per ricongiungersi al suo amato genitore, si percepisce tra le righe la voglia di credere in un domani, la voglia di sognare, e nonostante il tragico epilogo, questa storia lancia un messaggio di fiducia nella Vita.

Un libro banalmente e paurosamente attuale, ancora oggi i soprusi e le violenze perpetrate a danno delle donne segnano la nostra società “moderna”. Ancora troppi mariti, compagni, uomini, non conoscono il rispetto per le proprie compagne, in questo mondo dove in nome di un ideale, di un credo, o per puro sadismo, vengono commessi vergognosi femminicidi. La storia di Catena è la storia di tutte le donne che non hanno più voce, e attraverso “L’imperfetta” l’autrice dona una Speranza a tutte quelle che credono ancora in un domani, perché la vita deve essere sempre e comunque più forte della violenza.

Scheda dell’editore

Nessuno può rubare la libertà a chi la custodisce dentro di sé.

Notte e giorno dicevo nella testa le parole dei libri di mio padre. Le avevo tutte nella memoria, nessuno può rubare i pensieri senza peso, sottrarli nel sonno a chi li tiene stretti.

Per Catena la notte è sempre stata un rifugio speciale. Un rifugio tra le braccia di suo padre, per disegnare insieme le costellazioni incastonate nel cielo, imparare i nomi delle stelle più lontane e delle erbe curative, leggere libri colmi di storie fantastiche. Ma da quando suo padre non c’è più, Catena ha imparato che la notte può anche fare paura e può nascondere ombre oscure. L’ombra delle mani della madre che la obbligano al duro lavoro nei campi e le impediscono di leggere, quella degli occhi gelidi e inquieti dello zio che la inseguono negli angoli più remoti della casa. Le sue sorelle sembrano non vederla più, ormai è la figlia imperfetta e il ricordo del calore dell’amore di suo padre non basta a riscaldare il gelo nelle ossa. Catena ha solo sedici anni e decide che non vuole più avere paura. E l’ultima notte nella sua vecchia casa si colora del rosso della vendetta. Poi, la fuga nel bosco, dove cerca riparo con la sola compagnia dei suoi amati libri. È grazie a loro e agli insegnamenti del padre che Catena riesce a sopravvivere nella foresta. Ma nel suo rifugio, fatto di un cielo di foglie e di rami intrecciati, la ragazza non è ancora al sicuro. La stanno cercando e per salvarsi Catena deve ridisegnare la sua vita, la vita di una bambina che è dovuta crescere troppo in fretta, ma che può ancora amare di un amore, forse imperfetto, ma forte come il vento. Con questo romanzo potente, finalista al prestigioso Premio Calvino, Carmela Scotti ci guida al cuore di una storia antica e insieme attualissima, illuminata da un’intensa e affilata voce femminile. La storia di una ragazza coraggiosa e troppo sola. Della sua voglia di vivere contro tutti e tutti. Di una stella che continua a brillare anche in un cielo coperto di nuvole.

L’autrice

Carmela Scotti si è diplomata in pittura e fotografia all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha vissuto a Palermo, a Roma e a Milano, lavorando come cameriera, operatore sociosanitario in una casa di riposo, telefonista, commessa e insegnante di fotografia. Con L’imperfetta è stata finalista della ventisettesima edizione del prestigioso Premio Calvino. Attualmente vive in Brianza e collabora con i settimanali Cronaca Vera e Tu Style.

Garzanti

208 pagine
€ 14.90
ISBN 9788811688464

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