Malala

Pomeriggio interessante in compagnia di un documentario del National Geographic, dedicato alla vita di Malala, e ispirato al libro autobiografico “Io sono Malala”, edito da Garzanti.

Penso che ormai siano in pochi a non sapere chi sia Malala Yousafzai, giovane studentessa pakistana, che si è rifiutata di sottostare alle imposizioni dei talebani.

Malala Yousafzai, la più giovane Premio Nobel per la Pace (2014) della storia, è rappresentata come una ragazza comune, ma la sua vita l’ha portata a vivere in giovane età esperienze terribili, che l’hanno quasi condotta alla morte. Il suo coraggio, la sua lotta per il diritto universale di vivere e studiare, deve essere d’esempio a tutti noi, che viviamo questi diritti in maniera inconsapevole.

Un vissuto difficile, quello di Malala, sotto la minaccia continua di ritorsioni, ma in costante lotta per la libertà e per la tolleranza. I suoi discorsi, pronunciati durante le sue numerose conferenze, ribadiscono la sua lotta per il diritto allo studio. Diritto negato in più parti del mondo, lei non menziona solo il suo paese, il Pakistan, ma anche la Nigeria, il Kenya, Abu Dhabi, la Giordania, e parlando sempre a nome di tutte quelle donne a cui è stato negato questo diritto. Le donne non sono esseri inferiori, e pensare che precludere loro lo studio sia una garanzia di sottomissione, non fa altro che confermare quanta paura incute la “scuola”, e non basterà trincerarsi dietro un credo religioso.

La cultura rende liberi. Liberi di ragionare, liberi di comprendere, liberi di diffidare.

Malala significa “triste”. Le hanno posto la domanda se qualcuno l’avesse spinta ad agire, e se il suo nome fosse una sorta di segno premonitore. Ecco la sua risposta.

“Mio padre mi ha solo chiamata Malala, poi io ho scelto di diventare Malala. Nessuno mi ha costretto a fare quello che ho fatto.”

Il documentario, diretto dal premio Oscar Davis Guggenheim, racconta l’infanzia di Malala, della sua vita personale, della sua famiglia, prima e dopo l’attentato, la sua ripresa personale e sociale. Una fotografia dei fatti che l’hanno portata a negare i dettami della tirannia in atto nel suo Paese, alla sua strenua opposizione all’integralismo religioso e di tutte le conseguenze che ne sono scaturite.

Una vita, un esempio che mi ha commosso. Pensare che all’epoca dei fatti, era solo una giovanissima studentessa. Con coraggio ha alzato la sua Voce per dar Voce a quelle che non potevano farlo.

Mi sono ripromessa di leggere il suo libro.

Lo farò, perché è necessario conoscere e sostenere questa politica in difesa del diritto allo studio.

284 pagine
€ 14.90
ISBN 978881168279-0

 

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