La Rugby Rovigo,vittima delle proprie debolezze di Stefano Padovan

Una nuova pagina dedicata alla FemizCz Rovigo, dalla mirabile penna dell’autore Stefano Padovan, puntualizzando che si tratta di una metafora autobiografica in chiave sportiva, con la traspozione dell’idea de “Il sosia” di Fëdor Dostoevskij.

Leggiamo insieme…

Si potrebbe quasi dire che sabato scorso la Rugby Rovigo sia stata vittima delle proprie debolezze, delle proprie incertezze, dei propri tentennamenti, e quindi dei propri errori.

Nello sport la prima sfida che si deve affrontare non è contro l’avversario, ma contro noi stessi e la misura della vittoria, o della sconfitta, sono solo il risultato riflesso di quanto le nostre capacità siano state forti o deboli nei confronti dell’impegno assunto.

Questo principio sacro è tanto vero sia negli sport di squadra quanto in quelli individuali, come ad esempio nel nuoto o nell’atletica leggera, la regina degli sport.

Si potrebbe quasi dire che esiste un altro noi, un nostro “sosia”, che alle volte riusciamo a vincere sconfiggendolo, e altre volte invece egli ci piega mortificandoci a terra, fino a farci assaggiare il gusto acre della polvere.

Questo sosia esiste veramente, ha le nostre proporzioni, si veste come noi, ha la nostra stessa voce, e ha addirittura il nostro nome e cognome. Lo incontriamo tutti i giorni, ogni mattina, quando appena alzati, mezzi addormentati, lo specchio riflette la nostra immagine.

Quante volte abbiamo pensato che i fatti della nostra vita (amori, lavoro, carriera, anche la salute stessa) sarebbero potuti andare diversamente se ci fossimo comportati in modo diverso in determinati cruciali momenti che ci si sono capitati davanti?

Anche la Rugby Rovigo ha il suo sosia e nella partita di sabato pomeriggio esso si è manifestato molto chiaramente. Questo fatto inatteso mi ha lasciato l’animo sgomento e un gran senso di angoscia, la stessa provata quella sera sul finire di maggio del 2015 , quando “noi” avremmo voluto essere al posto di loro, ovvero noi avremmo voluto essere il nostro “sosia”.

E’ stato veramente crudele assistere impotenti all’indegno spettacolo di sabato pomeriggio, vedere quanto il nostro sosia sia riuscito a costruire attorno a noi solo una montagna di menzogne, quanto sia riuscito a ingraziarsi i favori dei nostri superiori (arbitri), quanto sia riuscito a guadagnare col sotterfugio e la furbizia la benevolenza di chi ci doveva giudicare. Viene quasi da chiedersi come sia sto possibile che un personaggio così giovane, senza storia, senza cultura, senza i più nobili ideali abbia scalato la società e si sia fatto voler bene, più di quanto noi stessi siamo riusciti in decenni di lavoro.

Si potrebbe quasi dire che sabato scorso la Rugby Rovigo sia stata vittima delle proprie debolezze, delle proprie incertezze, dei propri tentennamenti, e quindi dei propri errori.

La soluzione a questo grave problema che è venuto a presentarsi inaspettatamente non può che risiedere solo che in noi stessi, “perché il nemico più terribile e malvagio di ogni uomo è solo e soltanto se stesso”.

La Rugby Rovigo deve credere nelle proprie qualità e nei propri mezzi, che certo non gli mancano, deve credere nei propri allenatori e nei propri tecnici, e deve credere nel proprio amato pubblico. Solo così riuscirà a sconfiggere il suo più acerrimo nemico, il suo “sosia”.

Stefano Padovan

download

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...