Estratti da La logica del lupo di Alex Lake

Una storia avvincente e realistica sulla rete di pressioni, timori e drammi che si dipana attorno alla scomparsa di un minore, travolgendo la vita delle persone coinvolte. Un thriller psicologico mozzafiato, che mette in scena una delle paure più concrete e inquietanti del nostro tempo.

Voglio condividere con tutti voi i passi che più mi hanno colpito, e per chi interessato il link della mia recensioneLa logica del lupo di Alex Lake, Neri pozza.

https://letturedikatja.wordpress.com/2016/11/21/recensione-la-logica-del-lupo-di-alex-lake/#more-3254

La giustizia non esiste. Il lupo che sbrana l’agnello si preoccupa forse di cosa è giusto e cosa no? Si fa scrupoli ad annientare una vittima innocente? No, pensa solo a placare i morsi della fame. Il lupo non si pone problemi riguardo a cosa è giusto o ingiusto. Prende ciò di cui ha bisogno, è mosso soltanto dalla logica della necessità. Giusto, ingiusto, sbagliato sono concetti che non rientrano nella sua visione del mondo.

«L’ho persa» disse. «Ho perso mia figlia». Prima o poi, capita a tutti i genitori. In un supermercato, in biblioteca, nel giardino di casa…

Oppure non risponde, e allora ti prende la paura, ti si contraggono i muscoli della schiena, ti si annoda lo stomaco, ti guardi freneticamente…Tu giuri che lo terrai sempre sott’occhio, che non ti lascerai distrarre mai più, nemmeno per un secondo. Perché a volte basta un secondo. Sì, un secondo. In un secondo un bambino può correre in mezzo alla strada, venire preso e caricato su un furgone oppure girare l’angolo e allontanarsi abbastanza da farti passare dieci minuti d’inferno. Ma per fortuna lo ritrovi seduto su una panchina a parlare con uno sconosciuto gentile, a giocare con bambini appena incontrati o a gironzolare tutto preso da qualcosa che ha appena scoperto. E allora giuri e spergiuri che non lo perderai d’occhio mai più, perché in quei dieci minuti d’inferno la tua testa ha preso in considerazione le più tragiche conclusioni possibili e immaginabili: è caduto nel canale, è finito sotto una macchina, lo hanno rapito. È questa l’ipotesi che ti turba maggiormente: che lo abbiano rapito, che qualcuno te lo abbia portato via appena hai girato l’occhio. Che sia perduto per sempre. Vivo o morto poco importa: non lo rivedrai più e non smetterai mai di cercarlo. Vivrai rimpiangendo quell’attimo di distrazione. Naturalmente, quando prendi in esame questa eventualità crudele e spaventosa, una vocina dentro di te ti dice di non preoccuparti, che va tutto bene, che fra poco lo ritroverai, perché i bambini si ritrovano sempre. Invece no. Non sempre. Ne sei perfettamente consapevole. E ciò ti terrorizza.

Non si era mai soffermata a riflettere sui limiti di tempo e di spazioNelle ultime due ore, invece, non poter essere in più posti nello stesso momento era stato un dolore immenso. Se avesse avuto il dono dell’ubiquità, trovare Anna sarebbe stato molto più facile. Purtroppo non lo aveva. Nessuno lo ha. Si può occupare un solo spazio per volta, un unico volume d’aria. E, nel caso specifico, quello di Julia non coincideva con quello di Anna.

In passato, quando leggeva queste cose sul giornale, Julia pensava che per i genitori fosse come veder morire un figlio. Adesso, però, si rendeva conto che era molto peggio: non c’era solo il dolore della perdita, ma anche la possibilità che il figlio stesse soffrendo pene inimmaginabili. Era peggio. Infinitamente peggio. Pensare che Anna, così piccola, così perfetta, così innocente, potesse essere in mano a una banda di pedofili era assai più devastante.

Non tutti sono come te. Non tutti sono spinti dalle giuste motivazioni. Da fuori, potrebbe anche sembrare che tu sia come loro, che siate tutti sequestratori e assassini, ma non è così. Gli altri sono delinquenti rozzi e spregevoli. Quello che fai tu è diverso. È nobile. È necessario. È giusto. Ma non puoi aspettarti che la gente capisca.

Julia si lasciò scorrere addosso l’acqua calda. Capiva perché le cerimonie religiose che celebrano la rinascita hanno tutte luogo nell’acqua. Lavare via i peccati commessi non è soltanto un gesto simbolico: c’è la sensazione fisica del cambiamento, del passato che viene sciacquato per fare posto al futuro.

Tu sei diversa da loro. Saresti una finissima detective. Vedresti oltre l’immediato e non daresti nulla per scontato. Per questo ti piace Sherlock Holmes. Ragiona in modo molto simile a te. Ha il tuo stesso acume, la medesima capacità di intraprendere le azioni necessarie alla realizzazione dello scopo. È simpatico? Tutt’altro. Però gode di grande ammirazione perché assicura i malviventi alla giustizia. Non è questo il punto, a tuo parere. Non è ammirevole ciò che fa, ma come lo fa. Tu lo ammireresti anche se perseguisse obiettivi malvagi. Anzi, forse lo ammireresti ancora di più, perché ci vuole maggior forza di carattere per seguire la strada del male, per andare nella direzione opposta a quella che la società impone. Tu lo sai bene, lo hai sperimentato in prima persona.

Ma una piccola percentuale di vittime è il prezzo da pagare per la salvezza di molti. A quei tempi era un concetto universalmente condiviso. Certe decisioni, ancorché difficili, andavano prese. Ma i rischi permangono comunque. Accettare questo dato di fatto e agire di conseguenza è ciò che differenzia i grandi uomini dalle nullità. Al mondo ci sono grandi uomini e nullità: i grandi uomini raggiungono grandi obiettivi perché sanno assumersi dei rischi, le nullità non vogliono correrne e non arrivano da nessuna parte. Tu appartieni alla prima categoria, ovvio. Sei una perla rara.

Una nullità è in grado di continuare a vivere con questo peso sulla coscienza, di accettare emotivamente e intellettualmente che nel corso di una vita lavorativa l’errore è ineluttabile? No. Tu ne sei convinta. Le nullità non sono in grado di fare questo. Non hanno il distacco necessario, non si controllano abbastanza. Tu sì, invece. Tu non perdi mai il controllo.

Sai che il tuo è un ottimo piano, ma anche i piani migliori hanno bisogno di un’esecuzione impeccabile. C’è un detto di Sun Tsu o chi per lui che ti è sempre piaciuto: Una strategia maldestra eseguita ottimamente è più efficace di un’ottima strategia eseguita maldestramente. Ti piace molto. Apprezzi che ponga l’accento sull’individuo. Il successo dipende dalla modalità di azione, dall’esecuzione del piano.

La maggior parte delle persone non capisce che intelligenza, capacità e impegno non bastano, che ci vogliono anche tenacia e perseveranza. Tu non molli mai: per questo vinci sempre. I tuoi avversari si stancano prima di te e, se non si arrendono, commettono qualche errore. E tu, non appena compiono un passo falso, ne approfitti.

Anche questa è una cosa che molti non comprendono. Si illudono che il prossimo agisca in base ai loro stessi principi perché vogliono sentirsi al sicuro. Però non è così: ci sono anche persone pronte a uccidere, a rubare, a togliere di mezzo chi si frappone fra loro e l’obiettivo che si sono preposte.

Scheda dell’editore

Julia Crowne, avvocato divorzista, un matrimonio giunto ormai al capolinea, un’esistenza divisa tra l’essere una brava madre e una valente professionista, è alla guida della sua Volkswagen Golf diretta alla scuola della figlia. È in ritardo. L’incontro tra una sua assistita e la controparte si è protratto più del previsto, e Julia immagina già con ansia lo sguardo severo e seccato con cui la maestra di Anna, la sua bambina, l’accoglierà all’uscita della scuola. Minuta, capelli scuri, zainetto di Dora l’esploratrice sulle spalle e scarpette di pelle nera ai piedi, Anna varca i cancelli dell’istituto con i compagni e si guarda intorno in cerca di sua madre. Qualcuno la osserva. Qualcuno che dapprima si chiede come si possa essere così negligenti da lasciare sola una bimba di cinque anni, e poi agisce con risolutezza. Rapisce la bimba, la porta via con la logica di chi non si pone problemi riguardo a cosa è giusto o ingiusto, con la logica… del lupo che sbrana l’agnello senza alcun rimorso.
Trascorreranno ore angosciose in cui la polizia brancolerà nel buio e la tensione tra Julia e suo marito Brian, alimentata da rivelazioni scottanti sulla vita privata della giovane donna, rivelazioni misteriosamente pervenute alla stampa, giungerà a un punto di non ritorno. Finché un giorno non ricomparirà la piccola Anna, senza alcun segno di violenza addosso, senza ricordo del tempo della sua sparizione, se non la vaga memoria di una grande casa delle bambole in cui le parrà di aver dormito. Una ricomparsa inspiegabile per la logica comune, ma non per quella di un lupo, e dei suoi scopi perversi e crudeli.
Con La logica del lupo Alex Lake – pseudonimo dietro cui si nasconde un celebre scrittore inglese – consegna al lettore una storia avvincente e realistica sulla rete di pressioni, timori e drammi che si dipana attorno alla scomparsa di un minore, travolgendo la vita delle persone coinvolte. Un thriller psicologico mozzafiato, che mette in scena una delle paure più concrete e inquietanti del nostro tempo.

La logica del lupo  di Alex Lake

Traduttore: A. Biavasco, V. Guani
Editore: Neri Pozza
Collana: I Neri
Anno edizione: 2016
Pagine: 319 p. , Brossura
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