Estratto : ‘La gara delle carezze’ Tratto da Due calzini blu di Matteo Abbate

Due calzini blu di Matteo Abbate, Edizionieuno

Recensione nella sezione Autori emergenti.

– La gara delle carezze –

Il vero problema nel mondo è che tutti fanno a botte. Così Paolino organizzò il grande torneo delle carezze. E, avendo bisogno di un premio importante per attirare i partecipanti, non possedendo altro che se stesso, mise in palio… se stesso!

Sarebbe divenuto schiavo della carezza più dolce.

Lanciò, sul blog personale, il concorso CAREZZE-A-TUTTO-SPIANO. Sì, un blog, uno di quei diari in internet, in cui puoi raccontarti e aspettare i commenti degli altri su ciò che racconti. L’inizio non fu dei più incoraggianti. Durante i primi due anni nessuno lasciò commenti. Sembrava che il popolo di Internet ignorasse CAREZZE-A-TUTTOSPIANO. Durante il terzo anno qualcuno scrisse: “Allora? Sono due anni che ci alleniamo. Li indichi o no il luogo e il giorno della gara?”. – Che stupido! Mi ero dimenticato! – pensò Paolino. La data fu fissata per il primo di aprile, da lì a un mese. Il commento diceva “stiamo”, rifletté. – Ma… in quanti siete? – chiese. Seguirono subito centinaia e centinaia e centinaia e migliaia e circa tredici milioni di risposte.

Così tanti?!?!?! Eccoli! Assiepati sulla Spiaggia di Levante, l’unico spazio che li contenesse, e Paolino sullo scoglio più alto pronto ad assaggiare le carezze. I concorrenti si riscaldavano, blandendo la guancia del vicino nel modo più delicato possibile e… Dimenticavo! Non illudetevi che le persone lì presenti partecipassero al concorso per amor di carezza. Al contrario, erano molto amanti degli schiavi, e lo schiavo in palio faceva gola a tutti.Paolino lo sapeva, ma si sacrificava volentieri. – In ogni caso – pensava – milioni di persone per due anni si sono esercitate a porgere carezze. Anche il più cattivo, per provare a ottenermi come schiavo, ha imparato ad accarezzare. E il più cattivo si presentò sul serio, per ultimo, dopo tre giorni no-stop in cui Paolino aveva già degustato milioni e milioni di tocchi.

Si chiamava Rodolfo, il capo dei guerrafondai, e vestiva sempre in divisa. Conquistato il premio, l’avrebbe fatta pagare cara a quel Paolino che metteva in subbuglio il disordine mondiale. Rodolfo si arrampicò sullo scoglio, mentre il silenzio calava sugli altri, che lo conoscevano già, e prevedevano una triste fine se avesse vinto. Il sole tramontava e Rodolfo allungò la mano sul viso dell’aspirante schiavo. Le sue dita non sfiorarono nemmeno la pelle di Paolino. Le sue dita sfiorarono l’aria vicino alla pelle di Paolino, e l’aria accarezzò la pelle del ragazzo. Paolino sollevò le palpebre, tenute abbassate per concentrarsi meglio, e decretò: – Il vincitore sei tu! Da ora in poi ordina e io eseguirò. Sono il tuo schiavo! – Ah! Finalmente ti tengo! – grugnì Rodolfo. Gli altri guerrafondai, acquattati tra la folla, gettarono la maschera e urlarono feroci: – Bravo Rodolfo. Portacelo quaggiù adesso, e lo sistemiamo. – Chi ci dice che quella sia la carezza più carezza delle altre? Io non ci credo! – disse qualcuno. – Neanch’io! – disse un altro. – Neanch’io! – protestava la folla.

carezze

Paolino alzò la mano. – La prova ve la fornirà lui stesso. Vi accarezzerà, e giudicherete con me se meriti il premio oppure no. Rodolfo accarezzò dal primo all’ultimo concorrente. Si era allenato così tanto per raggiungere quella varietà particolare di carezza! Si era allenato duramente. Per due primavere e due estati con i petali dei fiori, per due autunni e due inverni con la fiamma del fuoco nel camino. Fin quando sia i petali che la fiamma si piegarono docili. Rodolfo accarezzò tredici milioni e settecentocinquantamila persone, lasciandole a bocca aperta. Davvero nessuno di loro era mai stato sfiorato da una carezza così soffice. La più dolce carezza del mondo! E Rodolfo… Rodolfo… Rodolfo ci prese talmente gusto a mostrare il suo tocco unico e prezioso, che si dimenticò del male da infliggere a Paolino. Anzi! Da quell’anno in poi, organizzarono insieme, lui e Paolino, le successive edizioni di CAREZZE-A-TUTTO-SPIANO. Rodolfo era l’unico giurato, e nessuno osò mai metterne in dubbio il giudizio. D’altronde, chi, meglio di lui, aveva imparato ad accarezzare? 

Bellissime illustrazioni di Daniela Costa accompagnano i piccoli grandi lettori.

SCHEDA DELL’EDITORE

Sei racconti. Sei straordinarie fiabe, per ritrovarsi in fantastici luoghi dove vivono Gianni Il Pilota e il suo Incubo Arnoldo, Pina biondina e la Felicità, Giusi la ragnetta d’argento e due strani Calzini col Blu parlante! Età di lettura: da 7 anni.

Illustratore: D. Costa
Editore: Euno Edizioni
Anno edizione: 2016
Pagine: 96 p. , ill. , Rilegato

 

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