Recensione : Nel nome di Bobby Sands di Pierluigi Spagnolo

“Sentirsi piccoli piccoli”, questo è quello che ho provato, una volta finito di leggere Nel nome di Bobby Sands di Pierluigi Spagnoloedizioni L’arco e la Corte.

Bobby Sands, il combattente per la libertà, un ragazzo qualunque, che più di chiunque altro ha lasciato un segno indelebile nella storia d’Irlanda, ma soprattutto ha fatto sentire il suo grido di libertà a tutti, indistintamente.

Ammetto che prima di confrontarmi con queste pagine, non conoscevo bene la storia di questo eroe irlandese.

Da dove iniziare? C’è mai stato un inizio e una fine nella martoriata Irlanda? Si raggiungerà mai un giorno la pace tanto agognata? Tutte domande a cui io non so e non posso rispondere, l’ha fatto per me l’autore Pierluigi Spagnolo, affinché nessuno dimentichi il sacrificio di Bobby.

“Perché la figura di B. Sands conserva il suo straordinario fascino ideale e iconografico, e il suo sacrificio resta un patrimonio trasversale, un simbolo immortale per tutti quelli che sognano un mondo giusto e libero”. 

Un simbolo di libertà che mi ha profondamente commossa, le sue parole, le sue proteste, il suo mettersi in prima linea, in difesa di un ideale più grande di lui, l’hanno reso ai miei occhi, un emblema da idolatrare. Per molti, specie per gli inglesi protestanti, era e resterà un terrorista, ma non per il resto del mondo.

La ragione probabilmente non è mai da una sola parte, ma le testimonianze e le vicende storiche, hanno fatto luce su tutti quei soprusi commessi dagli inglesi nei confronti del popolo irlandese, specie negli ultimi decenni; sono stati tanti e tali, che gli irlandesi non hanno potuto far altro che rispondere a queste violenze con quel poco che avevano a disposizione.

Gruppi armati illegali, guerriglie, attentati e omicidi erano all’ordine del giorno e hanno, fin dall’infanzia, fatto parte della vita di Bobby, ritrovatosi a vivere in una contesa Irlanda del Nord.

Cresciuto in una città presidiata dall’esercito britannico, e dilaniata dal conflitto tra cattolici e protestanti, fin da piccolo era costretto a vivere in una zona differente della città, divisa da barriere e steccati, a causa della sua religione.

La sua adolescenza e i primi passi all’interno dell’I.R.A. li lascio al lettore che si cimenterà con questo libro.

Pierluigi Spagnolo ha saputo trasmetterci con competenza e professionalità, l’intera storia. Divisa in varie tappe, ci racconta passo dopo passo, con testimonianze e documentazioni, l’intera vicenda di Bobby, fino al suo tragico epilogo. Il suo narrare, è fluido, lineare, esaustivo, mai di parte. Le sue considerazioni in linea con gli eventi e del tutto condivisibili.

Il messaggio che è racchiuso in queste pagine parla da sé, non c’è molto da aggiungere.

Ognuno di noi dovrebbe, almeno una volta, confrontarsi con i fatti di questa vicenda, perché in fondo non riguarda solo gli irlandesi, riguarda tutti noi.

L’annientamento di questo popolo, nel cuore dell’Europa, mi ha sconcertato. Alla luce dei fatti accaduti, e quelli che ancora oggi accadono, dobbiamo prendere atto che il grido di giustizia e libertà, urlato da una fredda e umida cella d’Irlanda, è arrivato perfino negli angoli più remoti della terra. Morire per essere ascoltato, ha reso giustizia al gesto estremo a cui Bobby si è sottoposto. Ha donato la sua vita per lenire le ferite, inferte all’isola di Smeraldo, da ben otto secoli. Ha dato voce alle tradizioni, alla lingua, al passato glorioso di un’intera nazione, da sempre sotto lo schiaffo della “grande” Inghilterra.

L’intera famiglia di Bobby era costretta a sottostare quotidianamente a soprusi, molestie, persecuzioni e violenze di ogni genere, e “furono proprio questi soprusi a scuoterlo e a farlo diventare grande, all’improvviso”.

Vivere era diventato estremamente difficile. Continuamente vessati sul posto di lavoro e nel quartiere dove si viveva, hanno spinto Bobby, come tanti altri giovani, ad arruolarsi nei gruppi armati illegali.

Le sue gesta ci sono giunte attraverso i suoi scritti. I suoi racconti, le poesie, le sue lettere, il suo diario, riassumono il clima di terrore e di ingiustizia patito, prima fuori dal carcere e poi dentro le mura del famigerato H-Blocks, i blocchi H.

Le proteste in carcere di cui si è reso protagonista, sono a mio parere la parte più significativa dell’intero libro. Descritte in modo dettagliato rendono bene l’idea del modo in cui venivano trattati i diritti dei carcerati in quegli anni, specie degli irlandesi, considerati alla stregua di semplici criminali. Da qui la decisione di intraprendere lo sciopero della fame, un gesto disperato, per farsi concedere dal governo britannico lo status di prigioniero politico.

Fine oratore, esperto insegnante di gaelico (lingua tradizionale irlandese), combattente, deputato, più volti per questo protagonista che ha cambiato la Storia, che l’ha resa tangibile. Le sue parole hanno attraversato il tempo e lo spazio e hanno reso giustizia a tutti gli oppressi del mondo.

La sua figura ancora oggi scomoda e contestata, fa paura ai poteri forti, per la forza del suo messaggio, per il suo coraggio, e per aver dimostrato che a tutto c’è, prima o poi una fine.

Scheda dell’editore

Da dove nasce il desiderio di continuare a parlare di Bobby Sands e della tragedia dell’Irlanda del Nord, a 35 anni dai drammatici giorni dello sciopero della fame dei detenuti di Long Kesh? Perché rinfrescare, aggiornare e ripubblicare questo libro? Perché la vicenda del militante repubblicano di Belfast, che a soli 27 anni, a maggio del 1981, si lasciò morire di fame in un carcere britannico, appare come una storia senza tempo e senza latitudini, un messaggio universale di amore per la propria terra, di lotta per la libertà e di ribellione alle ingiustizie. Questa edizione si arricchisce inoltre con la traduzione integrale di un antico manuale destinato ai volontari dell’Irish Republican Army, datato 1956, che offre uno spaccato crudo ed efficace per comprendere quale fosse il clima di violenza di quegli anni, nella martoriata Irlanda del Nord.

L’autore Pierluigi Spagnolo

Pierluigi Spagnolo è nato a Bari nel 1977. È laureato in Scienze politiche. Giornalista professionista, dal 2012 vive a Milano ed è un redattore della Gazzetta dello Sport. Ha iniziato nel 2003 al Corriere del Mezzogiorno, poi ha lavorato per City e al Corriere della Sera. Ha scritto “Bobby Sands. Il combattente per la libertà, una storia irlandese” (L’Arco e la Corte, 2002), e ha partecipato agli instant book “Che storia la Bari. 25 racconti popolari” e “La Bari siete voi. 30 figurine dall’album dei ricordi” (entrambi Gelsorosso, 2014).

Anno edizione: 2016
Pagine: 160 p.
Prezzo: euro 15.00
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8 pensieri su “Recensione : Nel nome di Bobby Sands di Pierluigi Spagnolo

  1. Luca ha detto:

    Non conosco molto la storia dell’Irlanda (nel percorso scolastico, di straforo si arriva al 1945, di solito, e la storia più attuale, quella del nostro tempo, viene saltata a piè pari, altrimenti si andrebbe fuori programma ministeriale…); ho provato a capirne un po’ di più guardando il film con Daniel Day Lewis, proprio su questo argomemto, ed un po’ le idee mi si sono snebbiate, tanto da permettermi di farmi un quadro (seppur sommario e non troppo particolareggiato) della situazione; ma sapere che esisteva un libro proprio su quei giorni bui, di questo non ne ero a conoscenza. E’ un testo che dovrebbe esser letto sia ai ragazzi che stanno affrontando l’ultimo anno di scuola, ma anche da gente come me, che consce ben poco di questa annosa situazione.
    Finisco col dire che aveva ragione quel professore (forse di Storia Contemporanea) che affermava che, durante l’ultimo anno di scuola, la storia dal secondo dopoguerra in poi dovrebbe essere studiata per prima, per far conoscere agli studenti la realtà attuale.
    Ooops, mi sa che sono andato fuori tema, professoressa… 😉
    Buona serata! 🙂

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    • katjamacondo ha detto:

      Devi assolutamente leggerlo, ti aiuterà a comprendere le dinamiche di un odio che si protrae ormai da secoli. Ma le vicende che riguardano Bobby Sands sono le più drammatiche, perché riguardano il periodo più buio della storia d’Irlanda.

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      • Luca ha detto:

        Ciao Katja, grazie del consiglio, che seguirò sicuramente! Quest’anno ho deciso di iniziarlo molto leggero, con la lettura della saga di Harry Potter, ma il mio “amore invernale” è la saggistica, cui mi rifugerò non appena finita la saga! 🙂 Buon pomeriggio. 🙂

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      • katjamacondo ha detto:

        Non ho letto la saga di Harry Potter, non è esattamente il mio genere preferito. Fammi sapere cosa ne pensi… Intanto ti auguro buona lettura, e mi raccomando torna quanto prima alla saggistica! ☺ ☺ ☺

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      • Luca ha detto:

        Eheheh, io ho iniziato per caso Harry Potter anni fa, mi prestava i libri una collega, che poi non ho più visto; i libri mi sono stati passati in ebook, ed ora ne approfitto; se riesco ad essere costante, penso che per metà aprile (giusto per tenermi un po’ largo) potrei finirla! Quest’anno volevo iniziarlo in maniera un po’ soft… buona serata! 🙂 🙂 🙂

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