Recensione : Dove porta la neve di Matteo Righetto

Dove porta la neve, di Matteo Righetto, edizioni TEA .

Racconto che tocca le corde più profonde dell’anima.

Tre solitudini che ci narrano la loro storia. Carlo è sicuramente il cuore più puro, più fragile, attraverso la sua disabilità ci concede il lusso di “sentire” l’amore per sua madre e il suo volere a tutti costi far felice l’unica persona che si è sempre presa cura di lui. La sua quotidianità è intrisa di solitudine, di ricordi del passato, e questo stato di cose lo portano a chiedere aiuto ad un perfetto sconosciuto, e lo fa con una toccante ingenuità.

Nicola conosce Carlo davanti ad un centro commerciale, viene letteralmente investito dalla sua richiesta di aiuto. Carlo vuole fare a tutti i costi un regalo per Natale, alla madre, malata e ricoverata in ospedale, e solo Babbo Natale può prendere in consegna la sua lettera con la sua richiesta. Nicola sente rinascere dentro di sé un entusiasmo che pensava ormai perduto. La sua vita è scivolata via, tra errori, rinunce e rimorsi.

“Si osserva a lungo allo specchio, lo fa con compassione. Dove una volta c’era il volto di un giovane ora vede solo un tempo passato, ormai evaporato come lo spirito di una grappa dimenticata aperta. Si guarda negli occhi e scorge solo la bottiglia di vetro, fragile e piena di niente”.

L’amarezza per il suo destino, spingono Nicola ad uscire dalla sua solita routine e aiutare Carlo a realizzare il suo sogno.

“Capì che era proprio lui la persona giusta, l’anima candida, la vita alla quale dedicare finalmente qualcosa lasciando il segno di un gesto d’amore, un gesto riparatore”.

“Sentì la voglia di fare qualcosa di importante, come un desiderio di lasciare un segno nella vita di qualcun altro”.

In men che non si dica si ritrovano a vivere un’avventura, a bordo di una vecchia Fiat 124, durante una fredda notte di Natale. Un po’ incoscienti, un po’ impavidi ,intraprendono  il viaggio, che permetterà loro di raccontare e raccontarsi.

D’altra parte lo stesso accade all’anziana madre di Carlo in ospedale, che al cospetto di una volontaria narra della sua gioventù, in particolar modo ricorda un episodio accaduto tanti anni prima durante un freddo e rigido inverno. Anche lei sente la necessità di raccontare i suoi ricordi, di parlare con qualcuno, dei suoi sogni che hanno animato la sua vita, di tutti i sacrifici affrontati e dell’amore provato per suo marito. Tutto sembra incrociarsi, le loro vite, i loro incontri, le loro anime. L’amore incondizionato della madre per Carlo emerge tra le righe, rinnegando la sua disabilità come semplice ingenuità o attaccamento materno, evidenziando un rapporto unico, profondo, che va al di là della realtà.

Quando vede suo figlio il suo sorriso è forzato, per via del dolore, ma soprattutto da un’amara consapevolezza. Il suo Carlo, quale futuro lo attenderà?

La nevicata che segnò tanti anni prima la vita dell’anziana madre, segnerà anche il viaggio di Nicola e Carlo.

E quando tutto sembra ormai perduto si riscoprono i veri valori, quelli importanti, come un abbraccio.

“vorrebbe ricevere tanti abbracci, tutto il giorno, tutti i giorni, anche se non ha il coraggio di dirlo a nessuno.”

“La gente dice sempre: “Un abbraccio, ti abbraccio”, ma poi nessuno si abbraccia mai per davvero… Io vorrei vivere abbracciato!”

La loro incoscienza ci ha donato un sorriso, la loro generosità ci ha insegnato l’amore.

Trama essenziale, profonda, protagonisti ben delineati.

Carlo il più fragile, l’anima più pura ci dona i suoi pensieri che arrivano dritto al cuore del lettore. La sua disarmante semplicità ha arricchito un libro già speciale, unico. Ci ha insegnato il valore dei gesti, che parlano più delle parole.

Concedere il proprio tempo, donare la propria disponibilità solo per il piacere di rendere felice un’altra persona, è una lezione che non dimenticherò facilmente. Matteo Righetto, bravissimo autore, ha saputo dimostrare che bastano poche righe, per lasciare un messaggio di speranza.

Pagine traboccanti di vera generosità, di bellezza allo stato puro. Un bellissimo scrigno da donare.

“Lo sai cos’è per me il Natale? È aiutarsi l’un l’altro. Ecco cos’è il Natale, per me. Ecco cos’è il Natale, per me: fare felici gli altri e aiutarsi l’un l’altro.”

Scheda dell’editore

La storia di un calore inaspettato scovato sotto un manto gelido di neve
È la vigilia di Natale e Padova sta per essere coperta da una nevicata memorabile. Carlo, 48 anni pieni di abitudini, come ogni mattina, da mesi, va a trovare la madre in clinica, dove si sta lentamente spegnendo assediata dai ricordi e dal bisogno di raccontarli. Nicola, 74 anni colmi di solitudine, ha appena perso il lavoretto che si era procurato come Babbo Natale davanti a un centro commerciale. Per Carlo, però, questo non può essere un Natale come gli altri e quando vede Nicola vestito di rosso e con la lunga barba bianca sente che il sogno può finalmente avverarsi: un vero regalo per la madre. Il suo entusiasmo risveglia Nicola, che organizza un breve viaggio per realizzare quel sogno, e per illuminare con un gesto gratuito d’amore l’oscurità che stringe d’attorno. Una vecchia Fiat 124 si allontana da Padova dentro la notte di Natale: al suo interno due uomini soli e un po’ incoscienti riscoprono la forza dirompente di un abbraccio…
Con grande concentrazione e finezza di tocco, Matteo Righetto ci rende partecipi di una storia delicata e drammatica, tesa e commovente, la storia di un calore inaspettato scovato sotto un manto gelido di neve.

Editore: TEA
Collana: Narrativa Tea
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 148 p. , Rilegato

 

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