Recensione : Uno studente nel regno di sua maestà di Gianluca De Stefano

Leggera, irriverente, ironica, divertente, una lettura a tutto tondo. Uno studente nel regno di sua maestà di Gianluca De Stefano.

Il giovane autore emergente Gianluca De Stefano mi ha deliziato con la “sua” storia di studente italiano all’estero.

Il racconto parte spedito, senza tentennamenti, come l’inizio della sua avventura nella terra di sua maestà. È d’obbligo mettere un accento sulle origini partenopee dell’autore, padre napoletano, madre inglese. Le sue considerazioni molto divertenti, rispecchiano appieno un modo di vivere e pensare tanto caratteristico dell’Italia meridionale. Mi sono rispecchiata in tanti suoi passaggi e ho riso, riso tanto.

La sua visione del mondo e le sue priorità le conosco bene. Le sue origini in questo contesto sono state sicuramente un punto a suo favore, ha alleggerito un argomento che può risultare in alcuni punti noioso. Le  sue espressioni dialettali hanno dato uno spessore maggiore a pensieri molto profondi, a riflessioni intense. Alcuni passi sono di una sincerità disarmante, da strapparti spesso un sorriso, ma lasciandoti anche qualcosa su cui riflettere.

L’esperienza a cui sta andando incontro Gianluca non è semplice, molte sono le aspettative dei suoi genitori, e questo non gli rende certamente la vita facile, specie se ci si ritrova a condividere una casa con dei coinquilini dediti a gran bevute, feste e divertimenti a tutto spiano.

E così comincia la sua esperienza tra nuove amicizie, di cui molte resteranno e altre si perderanno, ma tutte gli lasceranno qualcosa. È partito pieno di dubbi, paure, insicurezze, ma fiero ed orgoglioso di aver avuto il coraggio di tentare, di partire, conscio del fatto che questa scelta lo cambierà, gli concederà delle possibilità nuove e ad ampio spettro.

Non è uno studente modello, lo ammette, le distrazioni sono tante e gli studi si presentano fin da subito impegnativi, in più la lingua, all’inizio, non raggiunge gli standard richiesti. Molte sono le sfide che lo attendono, e la voglia di studiare spesso lo abbandona, ma quando arriva il momento di sostenere gli esami riesce sempre, non senza difficoltà, a superare l’esame di turno.

Un modo di condurre gli studi sbagliato, è cosciente e si ripromette di cambiare. Non vuole deludere la sua famiglia. Comincia pian piano a delinearsi una”maturazione” che sarà sempre più evidente con lo scorrere delle pagine (a mio parere la parte più bella del libro), comprende che studiare è vitale, la laurea uno scopo da raggiungere, perchè più andiamo avanti più sarà necessario essere in possesso di qualifiche, di competenze; il mondo del lavoro è spietato e anche essendo giovane si rende conto dell’importanza del percorso intrapreso.

Il microcosmo di culture con cui viene a contatto gli dà la possibilità di apprezzare le diversità culturali, e prendere coscienza che

”il nazionalismo non è altro che lo stato più basso dell’ignoranza, il regresso”.

La sua amicizia con un ragazzo palestinese alimenterà ancor di più la sua nuova visione, ponendo l’accento su usi e costumi che sono tanto affini alla sua di cultura, e abbattendo in questo modo delle barriere mentali che si era inconsapevolmente creato. Il paragone della cultura araba con quella napoletana è stato esilarante, ha alleggerito un tema delicato, con una divertentissima ironia, assolutamente da non perdere.

“In quei momenti l’idea di nazionalismo, della sopraffazione di una razza su di un’altra diventava nient’altro che una banalità…Era interessante capire come da fuori, altre culture vedessero la mia, ed era interessante ascoltare e capire il perché di certi modi di fare di persone culturalmente diverse da me. Credo che ogni cultura abbia il proprio pregio e difetto, e a nessuno, credo, sia stato dato il diritto dall’Onnipotente di pensare di essere migliore degli altri.”

Da quando vive in Inghilterra il raffronto con gli inglesi è inevitabile, le loro regole, la loro severità e inflessibilità, a volte rasentano l’esasperazione, ma con il tempo Gianluca li giustifica e li ammira. Il suo divenire grande si vede anche in questa presa di coscienza, che nulla ti è dovuto e che rispettare delle normative è un vantaggio per tutti.

La maturazione è frutto di un connubio di esperienze che lo hanno fortificato, nulla sarà come prima, ha imparato a guardare il mondo con occhi nuovi, e a trarne il meglio. E Granada sarà un’altra tappa fondamentale del suo percorso universitario e della sua crescita, questa città andalusa lo ospiterà durante l’Erasmus.

È un Gianluca diverso, che vivrà uno degli anni più belli della sua vita e conoscerà amici per la vita. La scoperta di una nuova città, lontana da casa, e da Birmingham, lo costringono a vivere in una dimensione diversa, a legare con le persone velocemente, perché tutti sono soli e lontano da ciò che conoscono meglio. L’anno a Granada gli insegnerà a riconoscere le diverse tipologie di persone, a riconoscerle e ad apprezzarle. Non esisteranno differenze, ma solo tempo da condividere in serenità.

“L’essere stato Erasmus ti tatua nel modo di essere…l’esperienza ti trasmette un’apertura mentale che rimarrà con te per sempre e ti condizionerà nelle scelte future. Il mondo assume una sembianza diversa, tutto ad un tratto si rimpicciolisce. L’interazione internazionale non ti spaventa più, ma diventa una necessità… si impara a stare in mezzo a culture diverse come se fosse la tua.”

L’evoluzione è ormai giunta al termine, ora è più sicuro, ha le armi per combattere le sue paure. Ha acquisito consapevolezza dei mezzi e delle sue capacità. È pronto per vivere la sua vita, pronto a confrontarsi con diverse culture perché ormai il mondo si è rimpicciolito e le distanze si sono accorciate, perché le differenze sono meno nette.

Non è stato facile andare via, forse è stata la parte più difficile del viaggio, ma la ricompensa arriverà, arriva sempre, nonostante la nostalgia e la lontananza.

La storia di Gianluca è solo una delle tante, molti sono i giovani italiani che hanno deciso di studiare e lavorare all’estero, un po’ per scelta un po’ per necessità. Gianluca ci ha donato la sua esperienza, con uno scritto aperto, sincero; la prosa leggera, divertente, cattura facilmente il lettore trascinandolo al centro della storia. Avrei snellito un po’ lo scritto in alcuni punti del libro, per gustare al meglio le parti più salienti. Ma a parte questo, il libro mi è piaciuto molto.

Scheda del libro

Un giovante adolescente arriva ad un crocevia della propria vita: la
maturità. Quella prova che sembrava insormontabile e’ stata superata. E ora? La risposta arriva il pomeriggio di un lontano Agosto 2003. Il telefono squilla. Dall’altra parte, la madre, esclama “Ce l’ hai fatta”. E’ stato accettato dall’ Universita’ di Birmingham nel Regno Unito. La sua vita non sarà mai più la stessa. Con tanto coraggio, e intrigato dall’ignoto, lascia dietro di se’ il suo mondo e si lancia alla ricerca di una vita nuova e di se’ stesso. Durante quel tragitto, grazie ai suoi coinquilini, degli scalmanati giocatori di rugby, impara a conoscere e convivere con gli Inglesi. Grazie a Totsne, Georgiano, entra nel mondo degli studenti Internazionali. Dopo due anni a Birmingham, parte per l’Erasmus. La meta è Granada. Conosce Fabrizio, che sarà il suo compagno di viaggio, tra tapas, e tante sbornie. Un libro che racconta della metamorfosi di Gianluca, da adolescente del Sud Italia a cittadino del mondo.

Autore: Gianluca De Stefano

Titolo: Uno studente nel regno di sua maestà

Lunghezza stampa: 352 pagine

Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.

Prezzo cartaceo euro 8.83

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