Recensione : Il rifugio delle ginestre di Elisabetta Bricca

“Aveva dimenticato di ascoltare sé stessa… Una bambina strappata alla sua terra e portata in una grande città. Un’adolescente senza padre, con una madre hippie, fragile e insicura, bersaglio di compagni forti del suo bisogno d’amore. Una donna sola. Si era costruita una corazza per sopravvivere, aveva fatto della carriera il suo riscatto… C’era stato un tempo in cui aveva creduto nella magia, nel potere consolatorio della natura. Il tempo dell’innocenza, dell’infanzia. Il tempo in cui tutto appariva semplice e le parole di Malvina le facevano bene al cuore”.

Una sintesi perfetta per questo romanzo così suggestivo. Il rifugio delle ginestre di Elisabetta Bricca, edizioni Garzanti.

Ho voluto prendere in prestito le parole stesse dell’autrice Elisabetta Bricca per meglio riassumere la sua opera. Il filo conduttore della storia è abbastanza semplice e scontato, ma quello su cui voglio porre l’accento è la figura del padre, un personaggio che occupa materialmente poche pagine, ma è sempre presente, una vera e propria ossessione per la protagonista. Le è stato negato l’amore paterno, strappato, e tante sono le domande che la assillano da sempre, è stanca di soffrire, la rabbia repressa la sta distruggendo, e ora vuole delle risposte per colmare quel vuoto che sente. E proprio questo dolore l’autrice lo rende protagonista, palpabile, il vero pilastro su cui poggia l’intera storia.

Quanto influisce l’assenza della figura paterna nella vita di una donna?

Quali sono le conseguenze? Insicurezza? Perdita dell’autostima? E quali le ferite emotive? La nostra protagonista conosce bene gli effetti di una tale perdita, ha provato sulla propria pelle questa esperienza che, anche ora in età adulta, non riesce ancora a metabolizzare.

“Quella mancanza era ancora un vuoto, una voragine che aveva risucchiato tutti i suoi sogni.”

Il suo percorso di guarigione inizia proprio dalla morte della madre, che prima di morire, la implora di ritornare al casale dove un tempo sono stati felici. Lì troverà tutte le risposte alle sue domande, domande a cui la madre non ha mai avuto il coraggio di rispondere. Vigliaccheria? Paura? O solo semplice delusione?

“Ci sono legami che sfidano il tempo e che uniscono anche dopo la morte. Solo un certo tipo di donne hanno il privilegio di esserne testimoni. Tu sei una di quelle. Non rinnegare il passato, perché lì è la chiave del tuo presente”.

Così Sveva intraprende un viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca di indizi sulla vita di un uomo che non ha mai conosciuto. È doloroso interrogarsi, indagare, ma questo è necessario affinché tutti i pezzi mancanti trovino finalmente la loro giusta collocazione.

La affiancherà, durante questa ricerca, un uomo di nome Rurik, uno scrittore suo vicino di casa, l’accompagnerà fino all’ultima tappa, quella più importante, l’incontro con la verità. Sveva troverà le risposte, e con esse la serenità. Ha fatto scelte drastiche per giungere a questo punto, ha messo in gioco tutta la sua vita personale e professionale per ritrovare la sua storia, ma ne è valsa la pena, perché non solo ora conosce tutta la verità, ha anche trovato l’amore. Rurik è anche lui alle prese con i suoi drammi, i suoi sbagli, ha molto da farsi perdonare, e il loro incontro li ha resi più consapevoli, un’affinità che li spinge l’uno nelle braccia dell’altra, si amano e si completano, finalmente liberi di vivere la loro vita lì dove tutto è cominciato, al “Rifugio delle ginestre”.

Il racconto è fluido, si legge con piacere, la prosa si rifà ad uno stile tipicamente italiano, è risaputo che i nostri autori hanno quella innata capacità di raccontare la famiglia, i ricordi, le tradizioni e la magia della Natura, in un perfetto connubio tra presente e passato.

Libro piacevole, di compagnia, perfetto per questa estate bollente.

il rifugio delle ginestre

Scheda dell’editore

Non è mai facile affrontare la verità
Ma quando arriva il momento giusto
Bisogna trovare il coraggio di cambiare

Come sempre succedeva quando le emozioni erano tanto forti da riuscire a stento a gestirle, Sveva cucinava. L’aiutava a sciogliere le tensioni, a non pensare. Era un modo, il suo modo, per svuotare la mente, trovare risposte e ricongiungersi con ciò che di più bello il suo cuore custodiva. Gesti familiari, che avevano il potere dei ricordi. A Roma li aveva dimenticati, troppo presa dal lavoro, da sé stessa. Ma ora, lì, il passato si ricongiungeva al presente come se il tempo non fosse mai trascorso.

È una calda mattina d’estate sulle colline umbre e nell’aria aleggia un profumo inconfondibile di rose e lavanda. Sveva è solo una bambina e sta correndo felice nei campi non lontani da casa. Al collo il suo ciondolo preferito. Non è un ciondolo qualsiasi: racchiude una piccola radice di ginestra, il fiore della forza e dell’attaccamento alle proprie origini, simbolo di un passato che le parla di tradizioni popolari e antiche leggende.
Ormai sono passati anni da allora e Sveva non crede più in quelle storie. Da quando si è trasferita a Roma per fare la copywriter in un’agenzia di grande successo, ha preferito lasciarsi alle spalle quel passato ingombrante in cui non si riconosce più.
Eppure, è in quel casale della sua infanzia, pieno di ricordi e segreti nascosti, che ora deve tornare. Gliel’ha fatto promettere sua madre. Sua madre che, prima di morire, riesce solo a rivelarle che lì potrà trovare piccole tracce in grado di condurla a suo padre. Quel padre che Sveva non ha mai conosciuto. Per lei non c’è altra scelta che partire. E non appena arriva in quella terra dove è ancora la natura a dettar legge, il ciondolo recupera la sua antica forza e le ricorda che solo qui potrà trovare le risposte alle tante domande su sé stessa e sulle proprie origini che la tormentano da anni. Ora, Sveva è pronta a cercare e conoscere la verità. Per lei è finalmente arrivato il momento di chiudere una volta per tutte con il presente e guardare al futuro con occhi nuovi. Ha bisogno di recuperare le proprie radici e sentirsi di nuovo a casa proprio in quel luogo che conserva echi di amicizie autentiche e di amori che superano la prova del tempo. Perché non è mai troppo tardi per scegliere ancora la vita e l’amore, anche se a volte sembrano lontani e inafferrabili.

Con uno stile unico ed evocativo, Elisabetta Bricca è capace di trasportare il lettore nel cuore di una terra che conserva ancora echi di tradizioni antiche. Il rifugio delle ginestre, il suo romanzo d’esordio, è una storia intensa ed emozionante. Una storia sul potere dell’amore e degli affetti, che non negano mai il perdono e sono in grado di superare qualsiasi ostacolo.

 

Il rifugio delle ginestre

Elisabetta Bricca

Editore: Garzanti Libri

Collana: Narratori moderni

Anno edizione: 2017

Pagine: 196 p., Rilegato

EAN: 9788811675518

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